STUDI NEGLI USA

 

 

“Una persona che tortura o uccide un animale è spesso violenta anche nei confronti delle persone, ne consegue infatti che le condanne per maltrattamenti agli animali permettono di mettere i soggetti che compiono abusi in prigione o in terapia”.

Carol Moran, vice procuratore distrettuale

 

Cronologia di importanti ricerche sulla crudeltà su animali e la violenza interpersonale 1966 - Hellman e Blackman. Hanno stabilito che la crudeltà nei confronti degli animali, assieme alla piromania e all'enuresi notturna è parte della cosiddetta "triade omicida", una triade di comportamenti la cui presenza nell'infanzia può essere predittiva di comportamento criminale in adolescenza o età adulta.

1977 - Rigdon e Tapia. Hanno fornito la prima descrizione chiara del fenomeno ed il primo studio sistematico su bambini che hanno compiuto atti di crudeltà sugli animali. Studio che definisce il tipico abusatore di animali come maschio, di intelligenza media, con una storia precoce di comportamento antisociale ed una storia infantile che con alte probabilità contempla esperienze di grave trascuratezza, brutalità, rifiuto e ostilità.

1980 – Felthous. Ha studiato due gruppi di pazienti psichiatrici maschi, uno con una storia di aggressione, l'altro con storia di crudeltà verso gli animali. Il secondo gruppo aveva una probabilità significativamente più elevata di aver avuto un padre alcolista, di aver  provocato incendi distruttivi, di aver manifestato episodi di enuresi dopo i cinque anni e di essere stato separato dal padre. La crudeltà si dimostrò più severa verso i gatti che verso i cani.

1983 - Deviney, Dickert e Lockwood. Hanno studiato 53 famiglie nel New  Jersey che agivano violenza domestica, rilevando che il 60% di esse riportava che anche gli animali domestici erano stati vittime di abusi o trascuratezza.

1985 - Kellert e Felthous. Hanno studiato la relazione tra crudeltà nei  confronti degli animali e la tendenza all'aggressione in criminali e non-criminali. La percentuale di pratiche di abusi su animali è risultata significativamente più elevata tra i criminali.

1991 - Hickey. In studi condotti su assassini ha rilevato che in alcuni  casi venivano uccisi animali per rivivere l'esperienza di uccidere esseri umani.

1993-Ascione. La crudeltà nei confronti degli animali è una manifestazione seria di psicopatologia, in particolare quando accoppiata ad altri sintomi e ad una storia familiare problematica.

1995-Ascione. Il 57% delle donne che cercavano protezione aveva denunciato – contestualmente – l'uccisione senza mezzi termini del loro animale domestico, e alcune di queste ritardavano l'abbandono del loro partner violento a causa della grande preoccupazione rivolta ai loro animali.

1996 - Hellman e Backlan. La loro analisi della vita di 84 carcerati ha mostrato che il 75% di questi criminali violenti aveva casi precedenti di maltrattamenti sugli animali.

1997-Edleson. Sia gli studi del 1995 che quelli del 1997 hanno rilevato che i bambini cresciuti in case in cui veniva praticata violenza domestica erano a rischio di disturbi psicologici. Fra i sintomi di questi disturbi vi era la crudeltà verso gli animali.

1997-Ascione. Studiò i casi di donne che cercarono rifugio in case per donne maltrattate rilevando che il 74% di esse riportò di aver avuto un animale domestico ucciso e il 71% che un animale ferito o minacciato di morte.

1997-Massachusetts Society for the Prevention of Cruelty to Animals e Northwestern University. Hanno esaminato le fedine penali di abusatori di animali e di non-abusatori su un periodo di vent'anni rilevando che chi compie abusi su animali ha una probabilità cinque volte maggiore di commettere crimini violenti di ogni genere rispetto ai non-abusatori.

1998- Ascione. Confermati i dati secondo i quali donne maltrattate testimoniano di precedenti violenze contro animali domestici.

2005 - NewYork Daily News - Appare un articolo in cui si riporta che 35 newyorkesi mai stati puniti per aver picchiato le proprie partner, grazie ad uno dei numerosi programmi anti-violenze che in vari stati americani informano gli enti cittadini del collegamento esistente fra i maltrattamenti sugli animali e la violenza domestica, erano attualmente in prigione o in terapia per aver maltrattato il proprio animale domestico.