IL PROBLEMA

 

 

“C’è un legame tra le torture e gli abusi sugli animali e la violenza contro le persone. E’ importante che la polizia e i servizi sociali prendano questa cosa sul serio e addestrino il proprio personale. Potrebbe fare la differenza tra vivere e morire”.

Harry Fletcher della Probation Officers' Union, NAPO

 

Da molti anni la ricerca psicologica ha dimostrato che la violenza perpetrata dai bambini e dagli adolescenti nei confronti degli animali è spesso associata a disturbi psicologici ed in particolare ad
atteggiamenti e comportamenti aggressivi nei confronti delle persone.
Inoltre, la crudeltà verso gli animali nei bambini e negli adolescenti può preludere ad atteggiamenti e comportamenti antisociali di questi soggetti da adulti. Nella revisione del DSM-III (1987) (Diagnostic andStatistical Manual of Mental Disorders) dell'American Psychiatric Association e nella International Classification of Mental and Behavioural Disorders (ICD-10, 1996) della World Health Organization è stata inserita la crudeltà fisica nei riguardi degli animali tra i sintomi del disturbo della condotta.
Nel 1996 il senatore americano William Cohen, successivamente Ministro della Difesa, ha rivolto un'interpellanza al Congresso chiedendo pene più severe e un adeguato supporto psicoterapeutico per quei ragazzi autori di atti di crudeltà verso gli animali. Il senatore Cohen in quell'occasione ha precisato che la violenza verso gli animali non deve essere considerata come un fenomeno isolato, ma come un anello integrante di un intero ciclo di violenza ed ha sottolineato l'importanza di interventi coordinati di operatori di settori diversi (poliziotti, magistrati, educatori, veterinari, associazioni per la tutela degli animali ed associazioni per la tutela dei bambini) per prevenire forme più gravi di violenza.
Principalmente i minori che infieriscono su animali picchiano, accoltellano o scagliano in aria gatti.
Le persone adulte commettono più facilmente abusi su cani, principalmente sparandogli.
L'indifferenza legislativa e istituzionale verso queste forme di violenza domestica su animali sono principalmente dovute a:

1.      mancanza di riconoscimento sociale dei diritti degli animali;

2.      errata credenza che i maltrattamenti su animali siano cosa rara mentre chi si è occupato di questo problema è riuscito a dimostrare che
soltanto il 5% di questi reati finisce sui giornali;

i casi di crudeltà sugli animali sono visti come crimini isolati che
non hanno alcuna relazione con altri comportamenti umani come la
violenza interpersonale.