Assistenti Sociali - Educatori Professionali - Psicologi

 

“Prendete seriamente la questione della violenza sugli animali e denunciate i casi sospetti ai rifugi per gli animali o alla polizia locale. Non si tratta solo di un reato ma potrebbe anche essere un segnale di un altro tipo di violenza che potrebbe essere già accaduta o potrebbe avvenire in futuro. Chi commette l’abuso ha sicuramente bisogno di aiuto prima che succeda qualcosa di tragico”.

Laura Walters, Direttore esecutivo, APS di Orange County (California).

 

Chi lavora con bambini o adolescenti e nell’ambito della prevenzione e del recupero dalla devianza e marginalità minorile e adulta svolge un ruolo privilegiato nell'osservazione e rilevazione della connessione tra un abuso (o la minaccia di un abuso) diretta a un animale e l'abuso ai danni di un essere umano.

 

Nelle ricerche americane sulle implicazioni psicologiche della crudeltà su animali in bambini e adolescenti si evidenzia che tale crudeltà deve essere interpretata come:

 

. Sintomo di una situazione esistenziale patogena in atto:

 situazione famigliare o ambientale caratterizzata da violenza fisica, psicologica, abuso sessuale o da tutte queste forme di violenza insieme.

 

.Segnale predittivo,  indicatore di potenziali futuri comportamenti antisociali in età adulta quali:

Aggressioni:
Deliberata crudeltà fisica verso gli animali o persone e atti di distruzione di proprietà (utilizzando spesso il fuoco)


Furti caratterizzati dalla presenza di una vittima: Borseggio, estorsione, rapina a mano armata.
Rapimento, violenza sessuale, assalto, omicidio.

 

 Nelle ricerche americane inoltre si evidenzia cosa può significare l’abuso su animali nei casi di violenza domestica:

 

Offesa alla persona – i carnefici talvolta minacciano di fare del male a un animale da compagnia per indurre la donna a restare, o come un mezzo per punire la vittima che ne sta andando, o come metodo coercitivo per farla tornare a casa. Un violentatore può minacciare di fare del male all’animale, o può fargli direttamente del male per poi ammonire la vittima di essere la prossima della lista.

L’abuso ai danni degli animali può essere un indicatore del fatto che la vittima rischia di trovarsi in una situazione letale. Un’azione ai danni di un animale da compagnia perpetrata dal soggetto violento può essere un chiaro segno di ciò che può capitare alla vittima. Se il violentatore, di fatto, arriva a uccidere l’animale, tale crimine può rivelare l’intenzione di infliggere delle ferite molto serie- se non letali – alla sua vittima umana designata.


• Offesa all’animale
– talvolta si sorvola fin troppo sul benessere dell’animale. Le minacce del violentatore conducono, talvolta, a vere e proprie ferite ai danni degli animali. Per tacere delle molte uccisioni.

Importanza degli animali da compagnia per le vittime di violenza domestica
– alcune vittime stabiliscono un particolare legame simbiotico con i loro animali, soprattutto le donne che si trovano isolate dal resto del mondo per colpa dei loro carnefici. Gli animali offrono un’ottima compagnia e possono anche essere parte integrante della vita dei loro figli. Gli animali possono anche rivelarsi un aiuto decisivo per la guarigione della vittima, nel lungo periodo.


• Impatto sulla decisione di agire per autodifesa
– Una vittima potrebbe reagire più prontamente, con un’autodifesa, se sapesse che il maltrattatore è perfettamente in grado di recarle lo stesso danno appena inflitto all’animale.

 

In generale emerge quindi come fondamentale lo sviluppo di una cultura pedagogica ed educativa che contempli la crudeltà su animali quale tirocinio di crudeltà verso gli uomini e l’educazione alla compassione e all’empatia nei confronti dell’alterità animale quale passaggio fondamentale in un qualsiasi processo educativo, di prevenzione e recupero dalla devianza e marginalità umana e/o di sviluppo di atteggiamenti prosociali e di interazione solidale intra ed inter specifica, (tra uomo e uomo e tra uomo e altri esseri viventi).

 

L'importanza  di chi lavora a diretto contatto con l’utenza violata, depressa, deprivata o anche solo minorile è ovviamente fondamentale.

 

Oltre naturalmente a rivolgersi alle autorità competenti in caso di testimonianza diretta di un crimine, un operatore nell’ambito del sociale può:

 

·        Chiedere un colloquio con i genitori di bambini che hanno comportamenti violenti            nei confronti di animali.

·        Fare attenzione ai casi dove i minori parlano tra loro di crudeltà su animali.

·        Invitare i genitori di un minore il cui animale è stato ucciso o ferito da un coetaneo             da un adulto a sporgere relativa denuncia.

·        Farsi carico di situazioni che potrebbero classificarsi come patologiche, predisponendo specifici percorsi terapeutici di recupero.

·        Discutere eventuali sospetti con altro personale qualificato dell’equipe professionale o multiprofessionale di cui si è parte..

·        Mostrare, non a parole, ma con azioni specifiche l'importanza del rispetto di esseri viventi senzienti con gesti semplici come non uccidere neanche un insetto ma "accompagnarlo" fuori dalla stanza o nutrire un uccellino nel parco. Dare importanza anche alla più piccola forma di vita usando una piccola parte per proprio tempo rafforza e sostiene i concetti educativi espressi verbalmente.

·        Identificare ed attuare come parte integrante del processo educativo e di prevenzione alla non violenza, specifiche strategie pedagogiche atte allo sviluppo del senso empatico verso tutti gli esseri viventi.

·        Organizzare e/o partecipare a corsi di aggiornamento che contemplano lezioni sul rapporto crudeltà su animali e violenza interpersonale.

·        Inviare materiale divulgabile con cui si viene in contatto all'indirizzo info@link-italia.org per aiutare la raccolta dati e le conseguenti possibili ricerche scientifico-epidemiologiche.

 

  

Bibliografia specifica per Assistenti Sociali e Educatori Professionali

 

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